Siamo quelli

Siamo solo mal capitati

Siamo solo una perdita di tempo perché non portiamo a niente

Siamo quelli che si fanno male perché sappiamo di poter ancora sentire

Siamo quelli che vivono senza i puntini sulle i, per la paura

Siamo quelli che si lasciano a bocca aperta e abbiamo pure l’idea giusta per chiuderla poi

Siamo quelli che non bisogna dire tutto, lo strapiombo genera rispetto

Siamo quelli che nessuno sa chi siamo noi

Siamo quelli che si tolgono il cuore che dicono che non abbiamo per le cose più stupide

Siamo quelli che dicono “resta ancora un pochino” sempre in ritardo

Siamo quelli che non sono rotti e non sono aggiustati

Siamo quelli che non leggono prima l’etichetta

Siamo quelli che vedono il vuoto nel traffico e il pieno in un abbraccio nascosto stretto da far male

Siamo quelli che stanno al quarto piano e le difese al piano terra se ci vuoi devi passarci per forza

Siamo quelli che neanche tutte le luci delle gioiellerie faranno un frammento della luce di un nostro “sì”

Come si sta sullo zero

Mi è venuta così questa vita

a volte con una forma

a volte con la speranza

con la stanchezza addosso

la voglia di fare

e un conto alla rovescia

che si può recuperare qualche volta

a volte

e a volte mai

con l’inchiostro nelle mani

per parlare poco

la musica di sguardi morbidi sugli occhi

per ascoltare di più

poca aria sulla quarta corda

e ancor meno in domicilio

con il cuore a sinistra

mi è venuta

dove nessuno lo cerca

e tutti lo suppongono

con il cuore a strappi e a valzer

con l’anestesia mal riuscita

gli occhi da nessuna parte

troppa teoria contro pratica

la riga dei pantaloni che non regge neanche al grecale

pesi senza contrappesi

solo perdite ufficiali.

La fine è sempre bella grossa

ci prende in giro anche con le parole

grossa come lo zero

mi è venuta così questa vita

sullo zero

niente virgole dopo

solo parole che non servono a dire

sullo zero

come si sta.

Attenuanti poco generiche

Guarda

anche io ho un portachiavi,

perché ho una casa e una macchina

e non vedo l’ora di uscirne vivo

e magari finire di pagarle prima che il portachiavi si consumi

ho una penna che smette di scrivere quando le pare

di solito sul più bello

anche io ho freddo,

perché ho un cuore

ho delle unghie da tirare fuori

per le persone che non si fanno bastare i discorsi

ho qualche processo in corso,

alle intenzioni

che si sa già come va a finire

anche io ho la mia pioggia

e il mio mondo

per avere qualcosa da farmi crollare addosso

e a brevi scosse

che fa più notizia

ho attrezzi perfetti

per lavori che vanno fatti bene

e gli occhi, ho gli occhi

per lavori che vanno fatti ancor meglio

sulla tua pelle fredda

ho un carattere difficile

che l’impossibile ha paura del confronto

e pure la pace ne ha, pace

ho delle righe belle dritte per rimproverarmi meglio quando vado storto

uno stomaco che fa i trabocchetti

ho un paio di gambe

non per andare lontano

ma per girare in tondo

e stancarmi qui

proprio vicino casa

ho una segreteria telefonica

per chi non prova a capirmi

e un sorriso

da usare solo in caso di emergenza

ho degli scompensi

come voi avete sonno o noia

per sentirmi speciale senza esserlo

ho sei baci, facciamo sette

per la speranza

forse esiste solo la parola

e per i ricordi

forse rimane solo il senso

quel reflusso che ti sale alla fine

ho cinque dita più altre cinque

per raccontarti le mie stagioni

ho un parcheggio riservato anche ai non clienti

ho delle idee interessanti

forse necessarie

a non cambiare un bel niente

ho la pillola della felicità ma è del giorno dopo

ho uno straordinario in testa da fare

bellissimo pagarsi da soli sai

anche io ho un momento preciso

per non essere sicuro

per tornare sicuro

per il taglia e cuci col filo del discorso ritrovato

abbiamo più o meno le stesse cose

quindi, guarda

è inutile che mi prendi

se non in caso di emergenza.