Neve di plastica - Fabio Pinna

Neve di plastica

Lunga la strada dell’inverno, slalom gigante tra le pozzanghere, il tempo in eccesso rischia di farci perdere l’aderenza in difficili spiegazioni a un cuore irrazionale. Mettersi d’accordo, tra una schermata e l’altra, messaggino, fuori tira il vento vero. Bentrovati. A proposito felice nuovo anno. Sorrisi dovuti ma riconoscersi cos’è? Lungo inverno di pochissimi giorni di freddo, inverno tutto l’anno, tutto un giro immenso per capire due cose in croce e sbagliarne duecento. Siamo come acqua e olio, non ci mischiamo neppure agitati.

Guardo fuori dalla finestra, la vita ci aspetta senza pietà alle prime debolezze che amiamo collezionare senza pensare. Le lucine attorcigliate lampeggiano, un saluto docile al dirimpettaio, il fumo dai camini e la famiglia un po’ qua e un po’ là. Un puzzle incompleto. Aspetto, ascolto e non so più di prima. Cerco la poesia che non vivo, il tuo respiro lento e incrollabile sulla mia fronte. Forte come una margherita nata sul cemento. Spezzato solo dall’amore. Cerco una poesia che mi salvi da questo immenso niente, non so e potrei e intanto precipita la sera, la neve su ogni casa, su ogni cosa, sulle intenzioni. Una coperta bianca nasconde il bello e il brutto, la rimbocco per te. Comoda come la tua pelle, cinquanta sfumature di bianco. Chissà se è vera, da qui non si vede.

Il tuo sorso dalle mie labbra mi ha asciugato i sogni, l’idea del tempo ci ha fregato ed io ho troppo promesso. Non è abbastanza il silenzio liftato, pesa troppo perché questo filo sottile tenga. Questa neve non ammazza il cuore, purtroppo o meno male. Non abbiamo scelta e se l’abbiamo a quest’ora è persa. Ti muovi nel letto di qualcuno, un colpo di caldo, le guance rosse. Qualche volta mi pensi. Non hai scelta.

Resto sul fondo, anche se avrei potuto sentirmi in cima con te. I miei clic non ti cercano, il mio furo non ti aspetta. Cinquanta sfumature di bugie di plastica, ovunque. Il tuo bene sopra tutto ed io schiacciato sotto. Cerco la poesia nei nostri discorsi sconclusionati, nelle sfuriate, nella vendetta dei silenzi. Cerco una poesia che mi salvi dall’inverno del cuore nei tuoi occhi sgranati che dicono, più di tutto. Dovevano stare di più, dovevano sognare di meno. O forse no.

Butto giù un desiderio. Che il tuo bene continui a scendere sulle persone, illuminato da un sorriso che raccontarlo sarebbe poco credibile. E che ti ritorni dentro. Tutto d’un fiato o a rate. Mi sollevo da questo divano e vado a non trovarti nei gesti delle persone, nelle facce qualunque. Lunga la strada dell’inverno se l’inverno è uno stupido addio. Bellissima neve, coprirà tutto fino alla fine. Tutto fino alla prima parola detta. Al sorriso nascosto. Bellissima neve, viva, se è vera. Ed io sono ancora senza poesia, ricoperto, ancora tuo.

 

You know(Aud.Man)

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Fabio Pinna

Autore e poeta. I miei libri sono scappati! Viaggiano verso librerie o sono sulle mensole dei lettori.
Adesso sono di chi li vuole. Come queste brevi storie e i flussi di pensiero da leggere in cinque minuti.

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