Restare dietro la linea gialla

E lei

nella polvere che si tira dietro il direttissimo

<<ho scelto te>>, dice

<<inevitabile>>, aggiunge

Tasche infreddolite da mani

in testa l’entusiasmo di qualche caffè

poco più sotto

una specie di poesia

impossibile da tradurre

Ed io

bloccato da una pioggerellina

dal ricamo delle parigine

dal surrealismo della verità

E noi

se anche ci fosse stata una parte

il tempo per ripassarla è finito

La polvere che si tira dietro il direttissimo

è tutto ciò che abbiamo

il tempo è tutto ciò che abbiamo

E sì

stiamo spendendo

con questi occhi

più di tutto ciò che abbiamo.

Un

Un appuntamento a breve termine

annodato tra le gambe

nella gola

mai preso

la porta che ci divide ci consola

la nostra metà ci divora

respinti dalla mancanza di tempo

non c’è un appuntamento come il primo

mai preso.

Un due te

Un due tre

era sabbia per avamposti negli occhi

erano pensieri sparati contro mani alzate e andate

Un due tre

il tempo in cui siamo stati quello che volevamo,

che meritavamo di più

Un due tre

non c’è stata più pazienza per nuove prove

per prendere a noleggio altri forse

Un due tre

Nessuno saprebbe tornare come te

neppure te

Un due tre

al tre

spazi bianchi definitivi

tocchi di maestrale

erano come sono

te.